venerdì 24 maggio 2013

ZUPPA DI PISELLI E RANA PESCATRICE

Ieri mattina, grazie alla cervicale che mi ha regalato la scusa per non applicarmi seriamente allo stiro, ho avuto la possibilità di gironzolare tra i vari blog di cucina, mi scuso per non riuscire in questo momento a seguirvi con regolarità, sono presa da tante cose tra cui il matrimonio della sorella domani. 
Nel leggere le varie ricette da voi pubblicate, mi ha colpita un particolare, molti piatti proposti hanno sì ingredienti primaverili, ma con cotture che riscaldano. 
Dipende da dove mi leggete, ma questa primavera così insolita mi ha invitata a preparare una zuppetta calda pure a me che faccio fatica a prepararle il 3 gennaio, ma la cosa che più mi irrita e che per il suddetto matrimonio ho acquistato un capetto supercarino con un tulle che si intreccia ad un motivo a uncinetto.... viste le previsioni, il tutto dovrà essere probabilmente coperto da un cappottino.... e domenica??? Manifestazione a Monghidoro (sì, proprio nel paese del canterino Morandi) occasione per sfoggiare per la seconda e probabile ultima volta la maglia delle meraviglie..... temperatura massima prevista 13 gradi!!!! 
La ricetta che vi lascio, con le dovute correzioni in merito alla quantità degli ingredienti, è del numero di maggio di Alice Cucina. Avendone il tempo, ho preferito acquistare due rane pescatrici intere invece che utilizzare solo la coda, così prima mi sono preparata il fumetto.


Ingredienti per 2 persone:

2 rane pescatrici da 600 g (circa 350 g di filetto pulito)
250 g di piselli già lessati
100 g di passata di pomodoro
1 scalogno
1 bustina di zafferano
1 ciuffo di prezzemolo tritato
4 fette di pane casereccio grigliato
1 spicchio d'aglio
Olio extravergine di oliva
Sale

Per il fumetto:

1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla 
Olio extravergine di oliva
Prezzemolo

Se avete un pescivendolo con il cuore d'oro, chiedete a lui di pulirvi le rane pescatrici, con una testa e la spina preparate il fumetto, l'altra l'ho depositata in freezer in attesa del prossimo piatto di pesce.
Fate scaldare qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva, unite gli scarti della rana pescatrice, unite poi le verdure a pezzi e il prezzemolo, coprite di acqua bollente e lasciate cuocere per 30 minuti, filtrate il tutto schiacciando leggermente la testa, riportate sul fuoco e terminate la cottura per altri 15 minuti.
Tagliate a pezzi i filetti del pesce. 
Tritate lo scalogno e fatelo appassire in tegame con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio.
Unite al soffritto la passata di pomodoro e lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco dolce. Aggiungete i pezzi di pescatrice e cuoceteli per 1 minuto per parte facendo attenzione a non spezzarli.
Sciogliete lo zafferano in una tazzina di fumetto caldo e versatelo nella zuppa. Unite il resto del fumetto caldo e i piselli.
Coprite e cuocete a fuoco lento per 10 minuti. Regolate di sale e profumate con il prezzemolo.
Servite accompagnando con le fette di pane e un filo di olio a crudo.

lunedì 20 maggio 2013

POLPETTONE DI RICOTTA, TACCHINO, SPECK E ASPARAGI

Decretato miglior polpettone della primavera, ricco di sapori e colorato, ottimo caldo, si è comportato bene anche a temperatura ambiente, quando la fame in ufficio non mi ha permesso di racimolare abbastanza pazienza per aspettare che il fornetto fosse caldo, trangugiato tra due fette di pane di farro, è stato il pranzo più gustoso degli ultimi mesi.

(Ricetta di Più Cucina)


Ingredienti per 6 persone:

700 g di petto di tacchino macinato
200 g di ricotta ovina
200 g di speck affettato
1 mazzo di asparagi
1 uovo
80 g di grana grattugiato
100 g di pane ammollato nel latte e strizzato
Salvia
Timo
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Con il pelapatate, pulite gli asparagi e lessateli in acqua bollente per 5 minuti.
In una ciotola amalgamate il trito di carne con la ricotta, aggiungete l'uovo, il grana, il pane e 50 g di speck tritato. Insaporite con le erbe aromatiche, salate e pepate. Completate con gli asparagi tagliati a pezzetti.
Con l'impasto ottenuto, formate un polpettone, quindi avvolgetelo nelle fette rimaste di speck.
Chiudete il polpettone nella carta da forno a 170° per 40 minuti.
Aprite poi la carta da forno, ungete il polpettone e cuocetelo per altri 15 minuti.
Lasciate intiepidire il polpettone e servitelo a fette con il contorno che preferite.

Con questa ricetta partecipo al contest "Ricette da pic-nic" del blog "Deliziandovi.it" di Elisa e Maria:


mercoledì 15 maggio 2013

SPIEDINI DI POLPO E ASPARAGI CON PATATE GRIGLIATE

Che il polpo sia tra i miei cibi preferiti è facilmente intuibile, che paragono gli asparagi a un miracolo della natura per la sua bellezza e la sua bontà credo di averlo più volte scritto... e allora perchè non unirli? Un piatto leggero, semplice e che evita la depressione da dieta quando nel piatto ci si ritrova poco...


Ingredienti per 2 persone:

1 polpo da 900 g
6 grossi asparagi
1-2  patate
Qualche foglia di prezzemolo
1 rametto di rosmarino
1 spicchio d'aglio
2 filetti di acciuga sott'olio
Olio extravergine di oliva
Vino bianco secco
Sale

Togliete becco e occhi al polpo, rovesciate e svuotate bene la sacca.
In una pentola capiente, cuocete il polpo a fuoco basso e coperto per circa 50 minuti con un filo di olio, un bicchierino di vino bianco e una cipolla tagliate in 4 parti, passato questo tempo, controllate la cottura con uno stecchino.
Con il pelapatate, pulite gli asparagi e lessateli in acqua bollente per non più di 5 minuti, in maniera che restino leggermente croccanti.
Tagliate i tentacoli del polpo e infilzateli negli spiedini alternati agli asparagi a cui avrete tagliato la parte eccedente.
Con il polpo rimasto e i gambi degli asparagi, potete poi condire una pasta, oppure mangiarli intanto che preparate... indovinate quale soluzione ho adottato....
Solo all'ultimo momento, pelate le patata e tagliatele a fette di circa 3 mm di altezza, lavatele sotto acqua corrente, asciugatele molto bene e grigliatele in una bistecchiera cosparsa di sale insieme al rosmarino e all'aglio, cuocete per circa 2 minuti per lato.


Con il frullatore a immersione, preparate la salsina con i filetti di acciuga, prezzemolo, olio extravergine e l'acqua che il polpo ha rilasciato in cottura, dosi a piacere...
Servite gli spiedini con le patate ben calde cospargendo il tutto con la salsina.

Con questa ricetta partecipo al contest Colors and Food di Cinzia e Valentina del mese di Maggio dedicato al rosa e verde:


venerdì 10 maggio 2013

RAVIOLI INTEGRALI RIPIENI DI PISELLI CON NOCCIOLE E LIMONE

Qual è il piatto che mi viene proprio bene? Quello che preparandolo vado sul sicuro? Sicuramente la pasta fresca, naturalmente tirata al mattarello, forse un po' troppo pesante per una bimba che si appresta a compiere un anno, ma sono sicura che tra pochissimo tempo potrebbe adorare questi ravioli, perchè a tutti i bimbi piacciono i piselli e se poi conditi con le nocciole.... sicuramente un primo piatto salutare e a Cecilia Romana auguro proprio un futuro gastronomico che faccia onore alla mamma foodblogger.
La ricetta è del Cucchiaio d'Argento, per una volta le dosi non hanno dovuto subire troppe variazioni, ho solo acquistato piselli nella quantità che mi potesse assicurare il peso da sgranati, fossi in voi non rischierei di prenderne meno.


Ingredienti per 4 persone (l'indicazione per 6 mi ha strappato un sorriso sornione)

Per la pasta:
150 g di farina integrale
150 g di farina 00
3 uova

Per il ripieno:
1,5 kg di piselli
60 g di cipolla
30 g di olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Per condire:
70 g di burro (e ho pure diminuito la dose)
70 g di parmigiano grattugiato
50 g di nocciole
Succo di 1/2 limone
Prezzemolo

Preparate la pasta e lasciatela riposare per almeno 30 in minuti in un luogo fresco.
Sgranate i piselli, lessati in acqua salata, scolateli e frullateli.
In una padella, scaldate due cucchiai di olio, fatevi insaporire la cipolla tritata. Aggiungete il frullato di piselli, salate e pepate con moderazione e cuocete fino a quando il composto risulterà piuttosto asciutto, vi consiglio di prepararlo il giorno prima e poi di tenerlo in frigorifero fino al momento di farcire la pasta, in questo modo sarà ben compatto e non rilascerà acqua.
Tirate la sfoglia, taglietela a dischetti con un coppapasta, riempite con un po' di composto e chiudete a metà pressando bene sui bordi.


Ecco l'immagine della felicità in cucina!
Lessate i ravioli, scolateli al dente, passateli in un tegame e spadellateli con il burro, il parmigiano grattugiato, le nocciole tritate, il succo di limone passato al colino e il prezzemolo tritato.
 

Con questa ricetta partecipo al contest "The big one" del blog "Recipes Hunter" di Arianna:


domenica 5 maggio 2013

UN GRANO DI PEPE NEL MODENESE... OVVERO UN'OSTERIA DI PESCE NEI REGNI DEL MAIALE

Conoscevo Ravarino solo perchè sede di una palestra in cui la squadra di B2 dell'Atletico Volley vi si recava qualche tempo fa per degli allenamenti... poi qualcuno mi parlò di avervi trovato un ristorante di pesce strabiliante..... ma chi fu a dirmelo? Non ricordo... forse il dirigente Rino attirato dall'omonimia con lo chef? Non penso... lo sponsor? No, troppo magro per divertirsi a spacciare biglietti da visita di luoghi mangerecci... allora il Presidente... no, troppo imponente per amare una sana cucina di pesce.... l'allenatore? Noooooo, a quei tempi si cibava solo di pizza con sopra i tortellini e di quella bibita colorata frizzante (ora per fortuna la frequentazione con colleghi più saggi l'ha portato a scoprire cosa significhi mangiare), qualche arbitro??? Molto probabile... Insomma... sicuramente la dritta è arrivata dal mondo dello sport, perchè gli atleti hanno l'obbligo di mantenersi in linea, ma chi giostra intorno a loro non ci pensa minimamente e quando escono i calendari è puro divertimento abbinare i ristoranti alle trasferte.
Chiunque sia stato a nominarmi per la prima volta il "Grano di Pepe" ha la mia riconoscenza, molteplici i motivi per cui si è deciso di consumare lì il pranzo del 1° Maggio, la stanchezza di sentire le stesse parole e le stesse canzonette in nome di un lavoro che c'è sempre meno, meglio passarlo con chi sta lavorando davvero, il desiderio di rivedere il centro di Crevalcore dopo un anno dal terremoto, era il paese della mia nonna paterna e mi ci sento ancora un po' legata... e se questo vi pare poco, l'articolo con ricette dello chef di questo locale sulla rivista Più Cucina, pura fortuna, perchè non sempre fa parte del bottino che mi porto a casa dall'edicola...
E se anche voi volete recarvi qui a deliziarvi di una cucina di pesce di ispirazione siciliana, vi stuzzico la curiosità con le foto del menù assaggi..

Le entrate, si inizia molto bene:

Aperitivo destrutturato: crema di arachidi, sorbetto al Campari e patata croccante
Pane e Panelle

E ora si fa sul serio, 6 portate, 6 interprezioni da Oscar, forse il sandwich di ombrina è quello che mi ha più colpita, ma poi ripenso all'intensità della capasanta, alla morbidezza delle seppie unita alla dolcezza della zuppa di piselli... no... è tutto da provare e da apprezzare.
Abbiamo solo chiesto di poter variare la prima portata che consisteva in un crudo di mazzancolla, l'uomo solo il fuoco desidera e mi sono adeguata.

Capasanta, cous cous e crema di broccoli
Zuppetta fredda di piselli, seppie al prosciutto e polenta

Fondutina di peperoni, crema di baccalà, cipolla e polvere di pomodoro
Sandwich di ombrina, crema al cavolfiore, nero di seppia e colatura di alici
Pesce spada con caponatina (un po' particolare vista la presenza degli asparagi)
Zuppa di pesce alla corsa

Terminate queste portate io ero già piena fino alle orecchie, l'uomo invece è riuscito pure a gustarsi una cassata, ma avete visto che roba??? 


Naturalmente non poteva mancare la foto con il creatore di tante delizie, lo chef Rino Duca, grazie a lui ma anche ai ragazzi in sala e all'aiuto in cucina, quando la squadra è ben affiatata, il risultato sarà sempre vincente!



Usciti dal ristorante, magari fermatevi a fare spese nei paesi limitrofi è necessario aiutare anche nelle piccole cose i commercianti di queste zone, sulla strada che vi porterà a Crevalcore, potrete anche fare un incontro particolare, Giuliano Ansaloni, collezionista di orologi che ha trasformato parte della sua abitazione in un museo, non dimenticate di visitarlo a luglio per la fiera del paese.

Eccolo con due esemplari da lui restaurati
Purtroppo ecco le immagini di Crevalcore, si inizia a ristrutturare ma il lavoro è ancora molto lungo



giovedì 2 maggio 2013

ORECCHIETTE AL FORNO PER L'ITALIA NEL PIATTO

L'Italia nel piatto è una rubrica che attento con curiosità il 20 di ogni mese, un tema conduttore, 20 regioni rappresentate da 20 blog e ultimamente un giochino abbinato, si deve preparare entro il 7 del mese successivo uno dei piatti presentati.
Finora non ero riuscita a partecipare, cambi di orari nella mia giornata mi impediscono di dedicare alla cucina il tempo che vorrei, ma questo mese mi sono impegnata, spesa il martedì mattina prima del lavoro, preparazione tra il martedì sera e il mercoledì mattina, cottura finale per la cena del mercoledì.... noi donne siamo organizzatrici perfette, non riesco a capire perchè non siamo ancora al vertice di tutte le cariche più importanti, non riesco a capire perchè deve ancora sorprendere che in un nuovo governo il numero di presenze del gentil sesso sia aumentato.... finchè non sarà la normalità, finchè farà notizia, ne abbiamo ancora di strada da fare...
Passiamo al cibo, ho scelto di preparare la Tiella di orecchiette al forno di Milena, non ho potuto chiamarla con il suo nome originale perchè priva della pirofila in terracotta.... così ho scritto solo al forno, un piatto completo, di grande soddisfazione per palati affamati.... ma una cosa vorrei chiedere a questa bella signora, ma quante persone metti a tavola solitamente???? Dosi da caserma militare, ho diviso per due e ci abbiamo risolto due cene... E poi non sono riuscita ad attendere il tempo giusto per una crosticina più croccante... la fame serale è una brutta cosa, 30 minuti di attesa dopo le 20 paiono due giorni...



Ingredienti per 4 persone:

250 g di orecchiette fresche
250 g di macinato di vitellone
500 g di salsa di pomodoro
200 g di fiordilatte
Pecorino grattugiato
Vino bianco secco
1 cipolla piccola
Olio extravergine di oliva
Sale
Peperoncino

La sera prima, tagliate a fettina la mozzarella, adagiatela in un colino in frigorifero perchè perda tutto il liquido.
Preparate un sugo soffriggendo in un tegame la cipolla tritata in olio extravergine di oliva, aggiungere la salsa di pomodoro, salate e insaporite con un po' di peperoncino.
Soffriggete a parte la carne macinata, sfumate con il vino e salate.
Cuocete in abbondante acqua salata le orecchiette fresche, scolatele al dente e condite con un paio di cucchiai di salsa.
Nella pirofila, fate uno strato di sugo, poi di orecchiette, poi spolverate con il pecorino, coprite con la carne e infine con la mozzarella, continuate gli strati fino ad esaurimento terminando con il sugo.
Infornate a 250° per 30 minuti.

 
Con questa ricetta partecipo al giochino della rubrica "L'Italia nel piatto":


domenica 28 aprile 2013

UN PRANZO AL PIASTRINO CON LA SCUSA DI VISITARE PENNABILLI

Perchè sono periodi bui, per me ne arriveranno a breve anche di più pesanti, ma siamo italiani e siamo in grado di risollevarci con ciò a cui teniamo, almeno siamo capaci di staccare la mente da pensieri oppressivi per qualche ora per lasciarci cullare dalla sicurezza che il domani potrebbe pure essere migliore.
Per quanto mi riguarda, nulla è più appagante di un ottimo pasto gustato in un'atmosfera accogliente e tutto questo si può trovare facilmente al ristorante "Il Piastrino", grazie direte voi, quando i locali sono così famosi non si può certo sbagliare.... e invece no, capita purtroppo, troppa fama alle volte fa male, può far crescere a dismisura l'ego di uno chef, lasciando servire piatti che a volte fanno rimpiangere le tagliatelle al ragù dell'agriturismo dietro casa.
Non sono certo una critica enogastronomica, ma quando mangio bene me ne accorgo, quando riesco a percepire tutti gli ingredienti che hanno dato vita ad un piatto (e spesso ti accorgi che ci sono esclusivamente perchè li hai letti nei titoli chilometrici del menù) il mio umore schizza in alto come lo spread qualche mese fa.
Che altro posso aggiungere... i ringraziamenti d'obbligo, allo chef e agli aiuti in cucina, a tutti i gentilissimi camerieri capitanati da Claudia e a chi ancora lotta per ricordare che la risalita di questo paese può partire anche dalle eccellenze in tavola. Grazie per questa bella giornata, le tre ore di macchina per raggiungere Pennabilli le ho già dimenticate... tanto non guidavo io...
E ora qualche foto...

L'ingresso del ristorante "Il Piastrino"
Abbiamo scelto di ordinare la gran degustazione, queste le entrate:

Cialda croccante con patè di fegatini e uovo di quaglia affumicato con asparagi

Casoncello

Soufflé di erbette con bottarga e (non ricordo, credo) raviggiolo
Primo antipasto di pesce, una sorpresa per me, non avevo mai assaggiato i gamberi di fiume, qui perfettamente arricchiti:

Gamberi di fiume con crema di bruschetta e bietoline all'aglio
Secondo antipasto, ne avrei potuto mangiare per tre, pura perfezione, da chiedere asilo politico in cucina:

Involtino di bue, pancotto al pecorino, stridoli e foie gras
Al termine delle entrare e degli antipasti ho percepito chiaramente che il chilo perso nei 10 giorni precedenti mi aveva rintracciata e con ghigno sarcastico si stava ristabilendo sui fianchi, pazienza.... c'è di peggio e quindi passiamo al primo piatto, mangiato in religioso silenzio e facendo attenzione che l'uomo non allungasse la forchetta:

Gnocchi ripieni di cime di rapa con storione alla carbonara
Arriviamo al secondo, la faraona è una delle carni che più amo, ottimo l'accostamento con le arachidi, divertentissimi gli spaghetti di patata:

Faraona, patate, arachidi e birra
Per tutti i piatti, scarpetta obbligatoria fregandosene altamente delle buone maniere, naturalmente utilizzando la forchetta....

DEGUSTAZIONE DI FORMAGGI E PRE DESSERT NON FOTOGRAFATI, perdonatemi, nel frattempo avevamo fatto amicizia con la coppia del tavolo a fianco, complice la bottiglia di vino terminato, le risate che ci facevamo e lo scambio di consigli sui ristoranti della Romagna, mi sono dimenticata di scattare, però è stato bello conoscervi, Nathalie e Flavio, speriamo di ritrovarvi in qualche locale per poter cenare in un tavolo da quattro.

Per il dolce, ho chiesto la possibilità di variarlo non amando molto la crema, la foto è stata staccata dopo l'attacco dell'uomo, mi ero distratta solo due secondi...

Ananas con fior di latte e cardamomo e torta al cioccolato

PICCOLA PASTICCERIA, stesso discorso della degustazione di formaggi, si era passati a discutere dei ristoranti della Sicilia e della Sardegna e la macchina fotografica è stata dimenticata.

E dopo 3 ore e mezza, tempo volato, la foto a fine pranzo con lo chef Riccardo Agostini e la moglie Claudia:


Arrivederci ragazzi, a presto...

E per smaltire, un bel giretto per le vie di Pennabilli dal 2009 ritornato sotto la provincia di Rimini, vi parrà di risentire i versi di Tonino Guerra....




Nel 2011 il funambolo Andrea Loreni ha camminato sul cielo riunendo i castelli di Penna e di Billi
Foto dell'eccezionale nevicata del Febbraio 2012