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venerdì 30 maggio 2014

QUICHE PORRI, FAVE E ASPARAGI

Sarà pure il caso che riprenda a seguire questo blog, non avrebbe senso lasciarlo abbandonato e di chiuderlo ancora non me la sento. Non pensiate che sia stata in dieta e quindi priva di piatti da postare, semplicemente cucinavo e mangiavo senza preoccuparmi di scattare foto, certo, un grande impegno nella presentazione non ce l'ho mai messa e chi mi segue lo sa, ma se riesco a donarvi qualche idea mi fa piacere.
Questa quiche è apparsa sul numero di Aprile di Sale & Pepe, è un'idea di Alessandra Avallone, ho inaugurato un paio di mesi fa la stagione degli asparagi con questa ricetta e la posto prima che passi la stagione.


Ingredienti per 8 persone:

Per la pasta brisée (indicativamente, un po' me n'è rimasta):

300 g di farina 00
150 g di burro
Acqua gelata

Per il ripieno:

600 g di asparagi puliti
2 porri medi
300 g di fave con il baccello
3 uova
2 dl di panna
60 g di parmigiano reggiano grattugiato
1 mazzetto di timo
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Lavorate velocemente la farina con il burro e un pizzico di sale aggiungendo l'acqua che sarà necessaria per formare un impasto morbido, formate un panetto e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti.
Tagliate le punte agli asparagi, lessatele al dente, sgocciolatele e tenetele da parte. Pelate i gambi, lessate anch'essi finché saranno ben teneri, sgocciolateli e frullateli. Sgusciate le fave, scottatele in acqua bollente ed eliminate la pellicina che le ricopre.
Affettate i porri e saltateli in padella con 2 cucchiai di olio e un pizzico di sale. Sbattete le uova e aggiungete la crema di asparagi, i porri, il parmigiano e la panna. Regolate di sale e pepe.
Tirate la pasta brisée in una sfoglia sottile sopra un foglio di carta forno, disponetela nello stampo e spolverizzatela con le foglioline di timo, distribuite sul fondo i porri, metà della fave e delle punte di asparago, ricoprite con la crema preparata e guarnite con le fave e le punte di asparago rimaste tagliate a metà nel senso della lunghezza.
Cuocete in forno caldo a 200° per i primi 30 minuti, poi abbassate a 180° e proseguite per altri 15 minuti accendendo la funzione ventilato negli ultimissimi minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest "Nel cesto di pic-nic" del blog La cucina di Esme di Alice:


sabato 20 luglio 2013

PIADINA CLASSICA PROSCIUTTO E FORMAGGIO E PIADINA EMILIANA

Sacrifichi un polpo e ti ritrovi ospite dell'Italia nel Piatto, ebbene sì, questo mese anche il mio blog rappresenterà la regione Emilia Romagna per le preparazioni estive.
A Bologna, quando i 35 gradi sono intollerabili, scappiano nei paesi limitrofi per illuderci che cenare ad una sagra sotto ad un tendone ci faccia soffrire meno, i piatti scelti saranno tagliatelle al ragù, tortelloni burro e oro, grigliata mista di carne, no invece alle verdure gratinate che aprire il forno è troppo, ci accontentiamo di patate fritte e verdure pastellate.
Avete capito bene, a Bologna il caldo lo combattiamo mangiando uguale uguale all'inverno, ho scelto quindi il classico pranzo che da bambina si faceva al mare, nella nostra riviera, vi si soggiornava un mese e le piadine erano un variante esotica della nostra crescentina, non esisteva che tornando a casa la si potesse mangiare e anche per la farcitura, tre o al massimo quattro varianti e grazie al cielo. La più classica, prosciutto e formaggio, era la mia preferita, con quel formaggio che non si scioglieva, fiero della propria identità, il grasso del prosciutto invece sì che doveva rendersi trasparente al calore della piadina sprigionando tutta la sua dolcezza....


Ma il tempo è passato, pure io per la raccolta di ricette con le acciughe ho farcito la piadina con questo pesciolino abbinandolo al formaggio Castel San Pietro, i puristi ne saranno imbarazzati, ma ormai nulla ci è proibito e per l'Italia nel Piatto ho pensato a due prodotti emiliani, mortadella di Bologna e aceto balsamico di Modena, come potete vedere dalla foto, non ho usato quello tradizionale che custodisco come oro in cantina e che è riservato alle cene importanti e proprio in una piadina non me la sono sentita di aggiungerlo, ma quello IGP, se vi volete coccolare però, qualche soldo in più è necessario spenderlo, non esiste investimento più azzeccato, vi consiglio pure una breve vacanze nelle zona di produzione per la visita in acetaia.
Vi lascio solo le dosi per le piadine, le farciture sono a piacere, la mia è solo un'idea, spero vi piaccia.



Ingredienti per 6 piadine di 20 cm di diametro:

500 g di farina 0
250 g di latte intero
50 g di strutto
1 pizzico di bicarbonato
1 cucchiaino di miele (io uso quello di castagno)
2 cucchiaini di sale fino

Scaldate il latte, scioglietevi lo strutto e il sale, lasciate raffreddare e impastate con la farina, aggiungendo il bicarbonato e il miele. Lavorate l'impasto finchè non sarà liscio ed elastico, lasciatelo riposare in luogo fresco per 30 minuti. Formate poi delle palline con l'impasto e con il mattarello formate le piadine dello spessore e della grandezza che più desiderate, cuocetele per tre minuti circa per lato in una padella antiaderente con il fondo spesso e caldissima.
Solitamente ne preparo almeno 12 e una volta fredde le chiudo individualmente in sacchetti e le conservo in freezer, per scaldarle basta passarle nuovamente nella padella per un paio di minuti.

Ecco ora i blog amici e le loro preparazioni:

Valle D'Aosta - Cucina valdostana: Alpenballu di Gressoney (Palline d'alpeggio) http://cinziaaifornelli.blogspot.it
Piemonte - http://lacasadi-artu.blogspot.it/
Lombardia - Estate in Lombardia - Marisan e Pumidori http://ledeliziedellamiacucina.blogspot.it/
Trentino Alto Adige - Non partecipa http://afiammadolce.blogspot.it/
Veneto - http://ely-tenerezze.blogspot.it/
Friuli Venezia Giulia - Estate in Friuli Venezia Giulia - Trieste http://nuvoledifarina.blogspot.it
Emilia Romagna - Estate in Emilia Romagna- Dozza http://zibaldoneculinario.blogspot.it/
Liguria - l'estate a Genova e la frittata con il preboggion http://arbanelladibasilico.blogspot.it/
Toscana - http://www.nonsolopiccante.it/
Umbria - Estate in Umbria- Tris di bruschette http://amichecucina.blogspot.it
Marche - http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.it
Abruzzo - Estate in Abruzzo http://blog.giallozafferano.it/incucinadaeva/
Molise - Non partecipa http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.it/
Lazio - Estate nel Lazio - La tiella di Gaeta - http://elly-chezentity.blogspot.it
Campania - http://blog.giallozafferano.it/ricetteditina
Puglia - http://breakfastdadonaflor.blogspot.it
Basilicata - http://blog.giallozafferano.it/sognandoincucina
Calabria - http://blog.giallozafferano.it/iocucinocosi
Sicilia - Estate in Sicilia - Gelo al caffè http://www.cucinachetipassa.info
Sardegna - http://blog.giallozafferano.it/vickyart

Guest blog per il mese di Luglio Emilia Romagna - http://leleganzadelpolpo.blogspot.it/
Guest blog per il mese di Luglio Liguria Acciughe ripiene alla Ligure http://blog.giallozafferano.it/dolcidiziachicca/

martedì 9 luglio 2013

PEPERONI ROSSI AL FORNO CON MOZZARELLA DI BUFALA E PESTO DI CILIEGINI

Di recente Cucina Italiana ha pubblicato uno speciale con piatti dedicati alle verdure estive.... amore a prima lettura... vi consiglio di non farvelo scappare, raggruppate in un unica rivista, troverete bellissime ricette di pesce, di carne e vegetariane... questa è la prima che riproduco, ma prima dell'arrivo del fresco spero di aver la possibilità di farne tante altre.
Intanto cambio di nome di questa ricetta, mi pareva inappropriato definirla parmigiana, poi una particolarità, la mozzarella di bufala che ho utilizzato è prodotta nel comune di Ozzano dell'Emilia da un'azienda che, collaborando con la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Bologna, assicura un prodotto di altissima qualità... e vi sfido all'assaggio.... se volete indirizzo e numero di telefono, sarò felice di fornirvelo. 


Ingredienti per 4 persone:

1 kg di peperoni rossi (3 molto grandi)
400 g di mozzarella di bufala
120 g di pomodori ciliegini
30 g di pinoli
1 cucchiaio di capperi sotto sale
Grana grattugiato
Basilico
Origano
Olio extravergine di oliva
Sale

Tagliate a pezzetti la mozzarella, lasciate che perda il latticello adagiandola in un colino per qualche ora.
Ungete di olio i peperoni e infornateli a 200 °C finchè la pelle non tenderà a staccarsi, fateli intiepidire chiusi in sacchetti di carta.
Mettete a bagno i capperi.
Frullate i pomodorini con 50 gr di olio, 8 foglie di basilico, i pinoli e un pizzico di sale, dovrete ottenere un pesto molto fluido e profumato.
Pelate i peperoni, eliminate semi e filamenti e tagliateli a strisce, salateli.
In una pirofila leggermente unta, distribuite le strisce di peperone leggermente arrotolate, la mozzarella e i capperi sciacquati.
Condite con il pesto di pomodoro, spolverizzate di grana e infornate sotto il grill finchè la mozzarella inizierà a fondersi.
Spolverizzate con l'origano prima di servire.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Colori d'Estate" del blog "Silviaaifornelli":


giovedì 2 maggio 2013

ORECCHIETTE AL FORNO PER L'ITALIA NEL PIATTO

L'Italia nel piatto è una rubrica che attento con curiosità il 20 di ogni mese, un tema conduttore, 20 regioni rappresentate da 20 blog e ultimamente un giochino abbinato, si deve preparare entro il 7 del mese successivo uno dei piatti presentati.
Finora non ero riuscita a partecipare, cambi di orari nella mia giornata mi impediscono di dedicare alla cucina il tempo che vorrei, ma questo mese mi sono impegnata, spesa il martedì mattina prima del lavoro, preparazione tra il martedì sera e il mercoledì mattina, cottura finale per la cena del mercoledì.... noi donne siamo organizzatrici perfette, non riesco a capire perchè non siamo ancora al vertice di tutte le cariche più importanti, non riesco a capire perchè deve ancora sorprendere che in un nuovo governo il numero di presenze del gentil sesso sia aumentato.... finchè non sarà la normalità, finchè farà notizia, ne abbiamo ancora di strada da fare...
Passiamo al cibo, ho scelto di preparare la Tiella di orecchiette al forno di Milena, non ho potuto chiamarla con il suo nome originale perchè priva della pirofila in terracotta.... così ho scritto solo al forno, un piatto completo, di grande soddisfazione per palati affamati.... ma una cosa vorrei chiedere a questa bella signora, ma quante persone metti a tavola solitamente???? Dosi da caserma militare, ho diviso per due e ci abbiamo risolto due cene... E poi non sono riuscita ad attendere il tempo giusto per una crosticina più croccante... la fame serale è una brutta cosa, 30 minuti di attesa dopo le 20 paiono due giorni...



Ingredienti per 4 persone:

250 g di orecchiette fresche
250 g di macinato di vitellone
500 g di salsa di pomodoro
200 g di fiordilatte
Pecorino grattugiato
Vino bianco secco
1 cipolla piccola
Olio extravergine di oliva
Sale
Peperoncino

La sera prima, tagliate a fettina la mozzarella, adagiatela in un colino in frigorifero perchè perda tutto il liquido.
Preparate un sugo soffriggendo in un tegame la cipolla tritata in olio extravergine di oliva, aggiungere la salsa di pomodoro, salate e insaporite con un po' di peperoncino.
Soffriggete a parte la carne macinata, sfumate con il vino e salate.
Cuocete in abbondante acqua salata le orecchiette fresche, scolatele al dente e condite con un paio di cucchiai di salsa.
Nella pirofila, fate uno strato di sugo, poi di orecchiette, poi spolverate con il pecorino, coprite con la carne e infine con la mozzarella, continuate gli strati fino ad esaurimento terminando con il sugo.
Infornate a 250° per 30 minuti.

 
Con questa ricetta partecipo al giochino della rubrica "L'Italia nel piatto":


lunedì 8 aprile 2013

ZUCCHINE A BOTTE RIPIENE DI RISO, BIETOLINE E SGOMBRO

Ogni tanto anche alla salute devo pensarci, anzi, alla salute dell'uomo al mio fianco che è stato colpito dall'influenza, per fortuna non è riuscito ad attaccarmela, forse l'aloe pura che mi bevo tutte le mattina ha il merito di avermi resa inattaccabile, ma se per una sera mi sono piegata a "cucinare" una minestrina, per la cena seguente ho dovuto trovare qualcosa di leggero che avesse però un po' di gusto.


Ingredienti per 2 persone:

4 zucchine a botte
60 g di riso originario
70 g di bietoline già lessate
90 g di sgombro sott'olio sgocciolato
2 cucchiai di semi di girasole
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Lessate il riso in acqua bollente salata per 2 minuti in meno rispetto ai tempi che leggete sulla confezione, nel mio caso 13 minuti.
Lasciate colare bene lo sgombro dall'olio di conservazione.
Svuotate le zucchine con uno scavino e sbollentatele per un paio di minuti in acqua salata.
Tritate la metà del ripieno delle zucchine (con il restante potete preparare un sugo di verdure) e insaporitelo in una padella con un filo d'olio, salate leggermente e pepate.
In una ciotola, unite riso, sgombro, bietoline e il ripieno già cotto, riempite con il composto le zucchine,  condite con un filo d'olio e terminate la cottura in forno caldo a 180 °C per circa 10 minuti (a me le zucchine piacciono ancora croccantine, se le volete più morbide, aumentate i minuti in forno).
Tostate in una padella antiaderente i semi di girasole.
Sfornate le zucchine e servitele con sopra i semi di girasole.

Con questa ricetta partecipo al contest "Color Food" per la sezione verde del blog Fiordirosmarino di Donatella:


giovedì 21 marzo 2013

TORTA SALATA DI PASTA DI PANE O FRITTATA SUL PANE? L'IMPORTANTE E' CHE CI SIANO CIME DI RAPA E GAMBERI

Avevo voglia di una torta salata, ma non la solita con la pasta sfoglia o la brisè, qualcosa di più morbidoso, mi sono domandata cosa mi impedisse di prepararla con la classica pasta di pane, mi sono risposta "nulla" e ho quindi proceduto nell'intento. 
Certo, proprio una torta non è, volevo terminare le uova in frigorifero e le ultime cime di rapa trovate al mercato, ma come altro denominare questo piattone che ho fatto? Decidete voi...


Ingredienti per 4-6 persone (teglia di 28 cm di circonferenza)

Per la pasta:

250 g di farina 00
2 cucchiai di olio
1/2 cucchiaino da caffè di sale
1 cucchiaino raso di zucchero
3,5 g di lievito di birra secco
Acqua tiepida quanto basta

Per il ripieno:

600 g di cime di rapa
15 gamberi
3 cucchiai di panna
4 uova
1 cipolla piccola
Olioextravergine di oliva
Burro
Sale e Pepe

Unite il lievito e lo zucchero alla farina, iniziate ad aggiungere l'acqua e dopo poco anche il sale, lavorate l'impasto per una quindicina di minuti, poi lasciatela lievitare dentro un contenitore coperto da una pellicola, se potete all'interno del forno spento. In questo periodo a me sono occorse due ore, ma dipende dalla temperatura che avete in casa.
Pulite le cime dalle foglie più rovinate e lessatele per 5 minuti in acqua bollente salata.
Pulite i gamberi da carapace e filetto nero.
In una padella, scaldate una noce di burro con un filo d'olio e stufatevi la cipolla finemente tritata, fateci insaporire le cime di rapa, lasciate raffreddare.
Sbattete le uova con la panna, insaporite con sale e pepe e unitevi le cime.
Riprendete l'impasto, lavoratelo ancora qualche minuto e stendetelo sottilmente in una teglia coperta di carta forno, rovesciateci sopra la crema di uova con le verdure e adagiatevi le code di gambero.
Cuocete in forno caldo a 200 °C per i primi 10 minuti, poi a 190° fino a cottura (nel mio forno circa 25 minuti con la funzione ventilata negli ultimi 3).
Servite con una fresca insalata.


Con questa ricetta partecipo al giveaway  "La ricetta tanto caruccia" di Claudia del blog "La Cuisine très Jolie":


giovedì 14 marzo 2013

LE SARMALE - INVOLTINI DI VERZA CON CARNE E RISO

Questo piatto l'avrei preparato a priori, l'Abbecedario Culinario Europeo è stato solo la scusante, già l'avevo notato in un documentario, poi ho trovato la ricetta in un vecchio numero di Cucina Italiana, vi consiglio di provarla, di farla e rifarla, perchè la bontà di questi involtini è strabiliante.
In realtà li ho un po' personalizzati, ho preferito fare dei pacchetti di verza belli ripieni, non degli smilzi involtini, ma ormai lo sapete, mi piace abbondare... e poi che mi sono trattenuta, avrei preferito utilizzare lo strutto rispetto all'olio...


Ingredienti per 7 involtini:

200 d di carne macinata di vitellone 
200 g di carne macinata di maiale
7 grandi foglie di verza
90 g di cipolla
40 g di riso originario
80 g di brodo di carne
25 g di pancetta affumicata a dadini
Paprica
Finocchietto selvatico (in sostituzione dell'aneto che non ho trovato)
Concentrato di pomodoro
Aceto
Olioextravergine di oliva
Sale e pepe

Sbollentate per 3 minuti le foglie di verza in acqua bollente con un cucchiaio di aceto, scolatele e immergetele in acqua fredda, elimanate poi con un coltellino la costa più dura.
Mondate e affettate la cipolla, rosolatela in padella con 2-3 cucchiai di olio, quando sarà diventata completamente trasparente, unite il riso, tostatelo per un paio di minuti, insaporite con un cucchiaio di concentrato di pomodoro, la paprica e un ciuffo di finocchietto tritato, salate e pepate.
Aggiungete la carne e rosolatela velocemente, solo per insaporirla e per mescolarla agli altri ingredienti, ma lasciandola ancora cruda e morbida, in modo da poter ben modellare gli involtini.
Dividete il ripieno in 7 parti e riempite con ognuno una foglia di verza, richiudete bene.
Mettete sul fuoco di una casseruola metà della pancetta con un cucchiaio di olio, quindi disponetevi gli involtini, aggiungete la pancetta rimasta.

 
Diluite mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro nel brodo e versate il tutto sugli involtini.
Cuocete a fuoco vivo per 2 minuti, poi abbassate al minimo e cuocete per 40 minuti con il coperchio e altri 15 minuti senza coperchio.

Con questa ricetta partecipo all'Abbecedario Culinario della Comunità Europea, questo mese dedicato alla Romania e ospitato dal blog La Cucina di Cristina:

giovedì 10 gennaio 2013

HOTCHPOTCH, HA COSI' INIZIO L'ABBECEDARIO EUROPEO

Ed eccoci pronti a ripartire, in questo inizio anno ritorna l'Abbecedario Culinario, questa volta in veste Europea, iniziamo a visitare i Paesi Bassi, una cucina non cucina, figlia di un insieme di culture gastronomiche di tutto il mondo. 
La ricetta per questo piatto l'ho trovata qui, la traduzione era un po' fantasiosa e ho dovuto chiedere alcuni chiarimenti a chi vive direttamente là, grazie a Fabrizio e famiglia per la loro disponibilità, grazie al mio collega Arturo per avermi messo in contatto con la sopracitata fonte, il figliolo si è trasferito in Olanda dove si è felicemente stabilito, ma un pezzetto di cuore l'ha lasciato qui a Bologna, impossibile dimenticare i tortelloni di mamma Marilena....


Ingredienti per 2 persone:

2 würstel affumicati (in realtà ci vorrebbero quelli giganti, ma a Bologna non sono riuscita a trovarli)
2 fette di pancetta affumicata
500 g di patate vecchie
500 g di cavolo cappuccio
150 g circa di latte
2 grosse noci di burro
Sale e pepe

Lessate le patate, pelatele e passatele allo schiacciapatate, unite il latte e il burro e formate il purè.
Sbollentate per un paio di minuti le foglie di cavolo cappuccio in acqua bollente salata, tagliatelo poi a listarelle.
Tagliate la pancetta affumicata a dadini e fatela saltare in padella senza aggiunta di olio.
Cuocete i würstel in padella.
in una pirofila da forno, mescolate il purè con il cavolo cappuccio, salate e pepate, aggiungete la pancetta e completate con i würstel, scaldate il tutto per 10 minuti in forno caldo a 180 °C.

Questa ricetta partecipa per i Paesi Bassi all’Abbecedario Culinario Europeo, organizzato dalla Trattoria Muvara:


giovedì 1 novembre 2012

ANELLO DI RISO CON CREMA DI FUNGHI E POLPETTINE DI VITELLO

In questa giornata festiva, saltiamo l'appuntamento con le acciughe, riprenderemo la prossima settimana, ma una ricetta ve la lascio ugualmente e questo è un piatto di quelli speciali, da gran figura, praticamente da pranzo di Natale e quindi perfetto per un contest che festeggi il compleanno di Antonella.
La ricetta è di Alice Cucina, ho modificato alcune cose, tra cui la quantità dei funghi, volevo un bel po' di crema, pensavo ne rimanesse per condirci la pasta il giorno dopo.... illusa... naturalmente la proporzione dei diversi tipi di funghi è a piacere.


Ingredienti per 4 persone:

350 g di riso carnaroli
450 g di carne di vitello macinata
170 g di champignon
90 g di finferli
100 g di pioppini
5 g di funghi porcini secchi (in realtà ne avevo comprati due freschi, ma erano talmente belli che mi dispiaceve cuocerli per poi frullarli, ma comunque quelle secchi, se di ottima qualità, li sostituiscono egregiamente)
170 g di panna fresca
50 g di mollica di pane pugliese
30 g di parmigiano grattugiato per le polpette + 30 g per il risotto
1 scalogno
Mezza cipolla
Erba cipollina
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 uovo
Farina
Brodo vegetale
Latte
Olio extravergine di oliva
Burro 
Sale e pepe     
   
Ammollate per 20 minuti i funghi porcini secchi in acqua tiepida, poi strizzali bene e asciugateli.
Unite alla carne macinata 30 g di parmigiano, l'uovo, l'erba cipollina tagliuzzata, il prezzemolo e lo spicchio d'aglio tritati, la mollica di pane bagnata nel latte e strizzata, sale e pepe.
Mescolate bene il composto e modellate tante polpettine grandi come una noce. Infarinatele e fatele rosolare in padella con poco olio. Bagnate con vino bianco, lasciate evaporare e proseguite la cottura per circa 10 minuti.
Pulite i funghi freschi con carta cucina inumidita, tagliate a fettine i finferli più grandi e gli champignon.
Tritate lo scalogno e fatelo appassire in 4 cucchiai d'olio, unite tutti i funghi e saltate a fiamma alta, salate e lasciate cuocere per 5 minuti.
Frullate i funghi fino a ottenere una crema densa, raccoglietela in padella, unite la panna e fate addensare qualche minuto.
In una casseruola, soffriggete la cipolla tritata in una grossa di noce, aggiungete il riso, tostatelo, bagnatelo con il brodo e proseguite la cottura aggiungendo altro brodo man mano che viene assorbito.
Tre minuti prima della fine di cottura, unite 1/4 della crema di funghi e il parmigiano rimasto.
Imburrate molto bene uno stampo a ciambella, versate il risotto, schiacciate leggermente la superficie con il dorso di un cucchiaio, ricoprite la teglia con dell'alluminio per evitare che il riso si scurisca.
Infornate a 200 °C per circa 10 minuti.
Togliete lo stampo dal forno, capovolgete su un piatto da portata, battetelo leggermente per sformare l'anello di riso. Riempite il centro con le polpettine a cui avrete unito 1/4 di crema. Decorate la superficie con la crema di funghi rimasta.

Con questa ricetta partecipo al contest "Cosa mi prepari?" del blog "Anto-nella-Cucina":


 

venerdì 25 maggio 2012

L'ERBAZZONE REGGIANO DI ELENA, ORA ANCHE UN PO' MIO

Era da un po' che mi girava in testa l'idea di preparare l'erbazzone, già Cristina con la sua versione con le acciughe mi aveva stuzzicata, qualche giorno dopo nell'accogliente Trattoria Ca' Poggioli di Biasio nelle colline di Reggio Emilia (in cui vi consiglio vivamente di passare) ne ho mangiato uno spettacolare, il colpo finale me l'ha dato Elena nel suo "Zibaldone Culinario" proponendo la ricetta nella rubrica settimanale "Cucina Regionale", a proposito, la ringrazio per i consigli extra blog che mi ha elargito.
E allora armata di tutti gli ingredienti indispensabili, ho tentato questa torta salata tipica dell'Emilia Romagna, che vanta però innumerevoli e tristissime imitazioni.
Non vi lascio la foto dell'erbazzone intero, non avendo una teglia con diametro 26 cm, ne ho utilizzata una rettangolare forse un po' grandina, la forma geometrica che ne uscita è indefinibile, praticamente un rombo deforme, ma la bontà c'era tutta ed è stato spazzolato con estrema soddisfazione...


Ingredienti:

Per il ripieno:

1 kg di bietoline
120 g di pancetta
1 spicchio d'aglio
2 cipollotti
70 g di parmigiano reggiano
4 cucchiai di olio

Per la pasta:

250 g di farina 
70 g di strutto
1 pizzico di sale
80 ml di latte + un goccio se l'impasto lo richiedesse

Impastare velocemente la farina con gli altri ingredienti e raffreddare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Stufare in padella con coperchio le bietoline utilizzando poco olio, aggiustare di sale e pepe.
Rosolare i cipollotti affettati con l'olio rimanente, la pancetta a piccoli cubetti e l'aglio tritato (il mio era nuovo quindi poco invasivo, così ho preferito lasciarlo nel ripieno).
Aggiungere le bietoline tritate a coltello e continuare la cottura per circa 10 minuti.
Far raffreddare, strizzare molto bene (ottimo il consiglio di Elena di utilizzare lo schiacciapatate), unire il parmigiano a piccole scaglie.
Stendere tre quarti di pasta in una sfoglia sottile, foderare una teglia rotonda diametro 26 cm (oppure rettangolare, ma attenzione che si riesca a coprirla tutta!), forare la pasta e farcire con il ripieno, chiudere con la pasta rimasta tirata ancor più sottile e richiudete formando un cordoncino tutto attorno.
Forare con uno stuzzicadenti la sfoglia superiore e pennellate con olio (operazione da me completamente dimenticata, per fortuna l'erbazzone si è comportato bene ugualmente in cottura).
Cuocete in forno caldo ventilato a 180° nella parte più bassa del forno per 20 minuti, trasferitelo al centro inserendo la funzione grill per circa 10 minuti.


giovedì 22 marzo 2012

PIADINA CON ACCIUGHE, FORMAGGIO CASTEL SAN PIETRO E RUCOLA

Pizza & Co, questo il filo conduttore per il nostro giovedì di acciughe, a me è toccato il compito di preparare l'amata piadina. Sono bolognese, ma alle crescentine preferisco di gran lunga la romagnola piadina, la ricetta che utilizzo ora è di Valentina, una frequentatrice di qualche anno fa del forum di Cucina Italiana, non so se lei ha un blog o se avrà la possibilità di leggere queste righe, ma vorrei qui ringraziarla.
Ho scelto il formaggio Castel San Pietro non solo per la sua cremosità e dolcezza, ma anche perchè questo paese è secondo alcuni il confine tra l'Emilia e la Romagna, ma più che una divisione, mi piace pensarlo come un collante tra due cucine così vicine ma anche così diverse tra loro.


La proposta di Babi: Pissaladiere con acciughe fresche


Ingredienti per 6 piadine di 20 cm di diametro:

500 g di farina 00
250 g di latte intero
50 g di strutto (ma di quello buono, comprato dal macellaio di fiducia)
1 pizzico di bicarbonato
1 cucchiaino di miele (io uso quello di castagno)
2 cucchiaini di sale fino

Scaldate il latte, scioglietevi lo strutto e il sale, lasciate raffreddare e impastate con la farina, aggiungendo il bicarbonato e il miele. Lavorate l'impasto finchè non sarà liscio ed elastico, lasciatelo riposare in luogo fresco per 30 minuti. Formate poi delle palline con l'impasto e con il mattarello formate le piadine dello spessore e della grandezza che più desiderate, cuocetele per tre minuti circa per lato in una padella antiaderente con il fondo spesso e caldissima.
Solitamente ne preparo almeno 12 e una volta fredde le chiudo individualmente in sacchetti e le conservo in freezer, per scaldarle basta passarla nuovamente nella padella per un paio di minuti.



Per la farcitura:

10 acciughe
Mezzo Castel San Pietro (o altra caciottina fresca)
2 mazzetti di rucola
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Pulite le acciughe e cuocetele  in una padella con  un cucchiaio di olio, salatele e tenetele da parte.
Scaldate le piadine e tagliate a fettine il formaggio.
Per la presentazione, potete servire le piadine aperte adagiandoci sopra prima il formaggio, poi la rucola e infine le acciughe e spolverizzandole poi di pepe, ma se preferite, gustatele nella versione tradizione simili ad un panino.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Un'acciuga al giorno" del blog "Poveri ma belli e buoni" di Cristina:


sabato 4 febbraio 2012

ZUPPA DI SEPPIE E BIETOLE DELL'ARGENTARIO

Se questo sia o meno un piatto tipico dell'Argentario lo ignoro totalmente, mi è stato spacciato così dal libro della Cucina Regionale, quello che so è che qui si coniugano perfettamente sapore e leggerezza.



Ingredienti per 4 persone:

900 g di seppie
800 g di bietole
400 g di pomodori maturi
1 spicchio d'aglio
1 ciuffo di prezzemolo
1 dl di vino bianco secco
1 dl di olio extravergine di oliva
1 grattugiata di noce moscata
Sale e pepe

Pulite le seppie, o meglio, fatele pulire dal vostro pescivendolo se siete buone clienti, sciacquatele e tagliatele a listarelle mantenendo interi i ciuffi.
Lavate le bietole e tagliatele a pezzetti, spezzettate i pomodori, dopo averli sbollentati, spellati e privati dei semi.
In un tegame capiente, mettete a soffriggere nell'olio caldo per 5 minuti l'aglio e le foglie di prezzemolo tritate, aggiungete i pomodori e fate cuocere per 20 minuti.
Unite infine le bietole e le seppie, bagnate con il vino e fatelo evaporare. Coprite con 1,5 l di acqua bollente, regolate di sale e pepe, profumate con una grattata di noce moscata e fate cuocere per 20 minuti.
Servite la zuppa nelle scodelle condendo con un filo d'olio e accompagnando con fette di pane toscano tostato un po' in forno.

Con questa ricetta partecipo al contest "La Toscana nel piatto" del blog "Pan di Ramerino"



lunedì 14 novembre 2011

PANE CARASAU E ZUCCA CON RAGU' BIANCO

Mi piacciono quelle ricette precisissime nelle dosi al grammo, perchè se seguo anche i procedimenti alla virgola, non può essere solo colpa mia se il piatto non riesce. 
La ricetta di questo primo piatto è a mio avviso perfetta, non ho cambiato assolutamente nulla, che bella la sicurezza in cucina....

(Ricetta di Cucina Italiana)


Ingredienti per 4 persone:

Brodo vegetale g 600
Polpa di zucca g 300
Fesa di tacchino g 250
Scamorza g 220
Vino bianco g 200
Cipolla g 180
Salsiccia g 150
Pane carasau g 150
Latte g 100
Olio extravergine di oliva g 50
Sale

Tagliate la fesa a pezzetti, sgranate la salsiccia e stufatele insieme in g 30 di olio a fuoco vivace, dopo 3-4 minuti unite g 120 di cipolla tritata e cuocete a fuoco moderato per 5 minuti, unite il vino e g 200 di brodo e, dopo 10 minuti, bagnate con il latte. Correggete di sale e terminate la cottura dopo 5-10 minuti (io 10 minuti), il ragù non deve essere asciutto.
Grattugiate la zucca e stufatela con la cipolla e l'olio rimasti per 8 minuti.
Immergete il pane carasau, spezzettato, nel brodo rimasto, freddo, per 2-3 minuti. 
Su una placca coperta di carta da forno alternate per tre volte pane carasau, zucca e scamorza a fette sottili, vi consiglio di preparare già le 4 porzioni separate, in questo modo farete prima al momento di servire.
Infornate a 190° per 4-5 minuti, sfornate e servite con il ragù.

Con questo ricetta partecipo al contest "A cena  con Julie e Marek" del blog "Menta Piperita & Co", questo mese dedicato alla zucca:


mercoledì 5 ottobre 2011

TORTINO SOFFICE DI PATATE, CRESCENZA E SPECK

Le temperature sono ancora estive, ma la voglia di preparare piatti più saporiti è già tanta....

(Ricetta dal libro "L'orto in Tavola")


Ingredienti per 4 persone:

600 g di patate piccole
300 g di crescenza
70 g di speck
2 uova
40 g di parmigiano
20 g di burro
1 mazzetto di maggiorana
Sale e pepe

Lavate le patate e lessatele in acqua salata per circa 25 minuti. Scolatele, spellatele e schiacciatele con un cucchiaio di legno in modo da appiattirle leggermente senza romperle.
Lavorate la crescenza con un pizzico di sale e una macinata di pepe, il parmigiano grattugiato e una manciata di foglie di maggiorana.
Incorporate le uova, lo speck tagliato a listarelle e mescolate bene fino a ottenere un composto ben omogeneo.
Versate il tutto in una pirofila foderata con carta da forno bagnata e strizzata, sistematevi sopra le patate in modo che siano vicine e completate con fiocchetti di burro.
Cuocete in forno a 180° C per circa 20 minuti, io l'ho cotto per 10 minuti a forno statico e per 10 minuti ventilato perchè si formasse la crosticina.
Sfornate e fate intiepidire, se lo servite caldo non riuscirete a tagliare il tortino a fette.




Con questa ricetta partecipo alla raccolta "L'appetito vien...Formaggiando" del blog Una Pasticciona in Cucina