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venerdì 11 dicembre 2015

LASAGNE DI PANE CARASAU CON RICOTTA MUSTIA E CARCIOFI

Ricetta dedicata a tutte le belle persone che ho conosciuto in Sardegna, in particolare nella mia amata Alghero, con la speranza di poter un giorno inviare direttamente io la ricotta mustia da lì a Bologna, significherebbe un grandissimo sogno realizzato.
Questa è una ricetta semplicissima, con pochissimi ingredienti che devono però essere di ottima qualità, se non trovate la ricotta mustia, potete sostituirla con qualsiasi altro tipo di vostro gradimento.


Ingredienti per 6 persone:

5 fogli grandi di pane carasau
350 g circa di ricotta mustia
6 carciofi
Brodo vegetale

Maggiorana secca
1 spicchio d'aglio 
Vino bianco secco
Sale e pepe
Olio extravergine di oliva

Dopo aver preparato il brodo vegetale, un bel tegamone, lasciatelo intiepidire, prelevatene due mestolini e utilizzateli per ammorbidire la ricotta mustia. Dovete formare una crema abbastanza fluida, non preoccupatevi se pare troppo morbida, si asciugherà durante la cottura e l'umidità in eccesso verrà assorbita dal pane carasau, toglietene un cucchiaio.
Pulite i carciofi ricavandone i cuori e immergeteli in acqua fredda man mano che li taglierete a fettine perchè non anneriscano, quindi scolateli, asciugateli con carta cucina e fateli saltare in padella con un filo d'olio caldo profumato con l'aglio, sfumate con il vino bianco, una volta evaporato, abbassate la fiamma, unite un po' di maggiorana, salate, pepate e lasciate cuocere qualche minuto. Quando saranno morbidi, togliete dal fuoco e tritateli grossolanamente dopo aver eliminato l'aglio.
Una volta che i carciofi si saranno raffreddati, uniteli alla crema di ricotta, regolate di sale e pepe e condite con un filo d'olio.
Ungete una pirofila, spalmate sul fondo il cucchiaio di ricotta tenuto da parte. Bagnate nel brodo i fogli di pane carasau e preparate le lasagne alternandolo con il preparato di ricotta, terminate con il pane, unite un filo d'olio e cuocete in forno caldo  a 180 °C per 30 minuti coprendo con un foglio di alluminio se la superficie dovesse scurirsi troppo.
Lasciate riposare una decina di minuti prima di servire e comunque vi consiglio di prepararle il giorno prima di quando le mangerete, saranno molto migliori.

domenica 12 ottobre 2014

RISO, POLPO E PEPERONE

E fatelo questo piatto prima che nei mercati scompaia l'indicazione "Italia" dal cartellino delle casse dei peperoni, a breve si troveranno solo quelle specie di cubi olandesi, per l'amor del cielo, belli che paiono di plastica, anzi, di ceramica, ma quanto a sapore... ma la fortuna di questa estate ottombrina ci vieni incontro e dobbiamo approfittarne....

(Dall'Enciclopedia della Cucina Italiana)


Ingredienti per 2 persone:

150 g di riso carnaroli
1 polpo da 800 g già frollato
1 cipollotto tritato
1 spicchio d'aglio
1 peperone del colore che preferite tagliato a listarelle
Brodo di pesce
1 ciuffo di prezzemolo
20 g di burro
Vino bianco secco
Olio extravergine di oliva
1 spicchio di limone
Sedano, carota e cipolla per la cottura del polpo
Sale e pepe

In una capiente pentola, portate a bollore l'acqua con il limone, carota, sedano e cipolla, pochi minuti prima che bolla, immergete per 3-4 volte prima solo i tentacoli per arricciarli e poi il polpo intero.
Il tempo di cottura varia in base al peso del polpo, in questo caso 45 minuti, ma è sempre meglio testare la morbidezza delle carni con una forchetta, lasciatelo nella sua acqua fino al momento di tagliarlo.
Fate appassire metà del trito di cipollotto in un tegame con  10 g di burro, aggiungete il riso, fatelo tostare, sfumate con il vino e portate a cottura il riso unendo il brodo bollente, un mestolo alla volta.
Fate appassire la cipolla rimasta, l'aglio e un poco di prezzemolo mondato e tritato con l'olio, aggiungete il peperone a listarelle, fateli rosolare per 5-6 minuti, unite il polpo tagliato a pezzi, regolate di sale e cuocete per altri 5 minuti, eliminate l'aglio e cospargete con il prezzemolo rimasto.
Togliete dal fuoco il risotto ancora morbido, unite il burro rimasto a pezzetti e 1/3 del composto di polpo e peperoni.
Disponete il risotto su un piatto da portata, completate con il polpo rimasto e servite.
 

domenica 14 settembre 2014

TAGLIATELLE CON PESTO DI RUCOLA E GORGONZOLA

Sfogliando le pagine dell'ultimo numero di Cucina Moderna, sono rimasta folgorata da questo pesto arricchito dal gorgonzola, ho avuto una visione di lunghe tagliatelle così condite e visto che le temperature erano (erano, perchè oggi a Bologna è un caldo che ad agosto ce ne lo siamo solo sognato) in netto calo, ho subito dato l'avvio alla stagione delle paste fresche. 
Quanto mi era mancato impastare, questa operazione che rilassa meglio di un bagno profumato alla lavanda della Provenza, sarà un'ottima strategia per affrontare senza timore il freddo che verrà, che siano tagliatelle, lasagne o pasta ripiena, l'importante è non lasciare a riposo tagliere e mattarello. 

(Ricetta di Cucina Moderna con qualche adeguamento di dosi e soprattutto di pasta!)


Ingredienti per 2 persone:

Per le tagliatelle:

200 g di farina 00
2 uova

Per il condimento:

1 abbondante cucchiaio di gorgonzola cremoso
50 g di rucola
30 g di noci sgusciate
1 cipollotto
8 foglie di menta
Mezzo limone non trattato
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale e pepe

Impastate farina e uova fino ad ottenere una pasta soda e omogenea, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fate riposare per almeno 30 minuto in luogo fresco.
Tirate la sfoglia, fatela asciugare qualche minuto, ripiegatela più volte e tagliatela formando le tagliatelle.
Frullate il cipollotto pulito, la rucola, la menta, il gorgonzola e le noci aggiungendo a filo l'olio, unite per ultimo la scorza di limone, regolate di sale e pepe.
Trasferite il pesto in una capace terrina, se ce ne fosse necessità, utilizzate un po' di acqua di cottura della pasta per diluire il pesto.
Lessate le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele, conditele con la salsa e servite subito.

giovedì 19 giugno 2014

RISOTTO CON ASPARAGI, ORATA, GAMBERI E SEPPIOLINE

Ormai siamo agli sgoccioli, gli asparagi stanno per abbandonare i banchi dei mercati, quest'anno ne ho fatto il pieno, tra un mese già mi mancheranno. Ho voluto chiudere in bellezza con questo risotto di Cucina Italiana, ridotti drasticamente i minuti di cottura del pesce e aumentate inesorabilmente le dosi, vi lascerò scritto per 3 persone... poi se siete solo in 2 avete tutto da guadagnarci.


Ingredienti per 3 persone:

240 g di riso carnaroli
400 g di asparagi
150 g di polpa di orata 
85 g di seppioline 
100 g di code di gamberi
20 g di carota
20 g di sedano
40 g di verde di zucchina
1/2 cipolla
1 scalogno
Timo 
Prezzemolo
Maggiorana
Vino bianco secco
Burro
Brodo vegetale (se l'avete, fumetto)
Sale e pepe

Riducete il verde di zucchina, la carota, il sedano e lo scalogno a dadini e soffriggeteli con una grossa noce di burro.
Tagliate a cubetti la polpa di pesce, le seppioline e le code di gambero sgusciate.
Alzate la fiamma e unite al trito di verdure i gamberi, dopo qualche secondo l'orata e dopo un minuto le seppie, lasciate cuocere ancora un paio di minuti e spegnete (se usate delle seppie grandi, attenzione a farle cuocere di più, dovrà essere il primo pesce aggiunto alle verdure), profumate con prezzemolo e maggiorana tritati.
Pelate i gambi degli asparagi con il pelapatate, tagliateli a rondelle lasciando le punte intere e stufateli con una noce di burro, un po' di acqua e un rametto di timo. Quando saranno teneri, salateli, pepateli e frullateli, tenendo da parte le punte da utilizzare come guarnizione al risotto.
Tostate il riso in un soffritto di burro e cipolla, sfumatelo con il vino e portatelo a cottura unendo via via un po' di brodo.
A fine cottura, mantecate il riso con gli asparagi frullati e servitelo con il pesce e le punte tenute da parte.

mercoledì 19 marzo 2014

MACCHERONCINI AL FERRETTO CON SEPPIE, CARCIOFI E BRICIOLE ALL'ARANCIA

Questa volta non ho impastato io, i maccheroncini li ho comprati già fatti, chiamatela pure pigrizia quella sana voglia di mangiar bene con poca fatica...
Mi sono decisa a condividere questo piatto prima che le arance spariscano dalla circolazione, è un veloce primo di pesce ed è stata anche la mia prima pulitura di una seppia, compito che solitamente delego al pescivendolo di fiducia, ma questa volta mi sono rivolta ad altro negozio in cui il simpatico commesso si è rifiutato di compiere questa azione proponendomi in alternativa quelle scongelate e insapori... lo ringrazio, ora ho vinto un tabù.


Ingredienti per 2 persone:

180 g di maccheroncini al ferretto
1 seppia media
1 carciofo mammola
La mollica di una fetta di pane di semola di grano duro
La scorza grattugiata di metà arancia non trattata
Vino bianco secco
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Pulite bene la seppia e tagliate la sacca a pezzetti.
Togliete le foglie più dure al carciofo, tagliatelo a spicchietti e immergetelo subito in acqua perchè non annerisca.
(Le operazioni di cui sopra sarebbe meglio effettuarle con dei guanti... non vi voglio descrivere il colore delle mie mani al termine della preparazione del piatto)
Sbriciolate la mollica del pane con le mani e friggetele in una padella antiaderente con un filo d'olio, togliete dal fuoco, mettete le briciole in un contenitore e profumate grattugiandoci sopra la buccia dell'arancia, mescolate bene e coprite.
Scolate le fettine di carciofo, asciugatele e fatele saltare a fuoco vivace in due cucchiai di olio, quando si saranno colorite, sfumate con il vino e quando sarà evaporato, coprite e cuocete a fuoco moderato per 10-12 minuti aggiungendo eventualmente un goccio di acqua calda se dovessero asciugarsi troppo.
Nel frattempo, cuocete la pasta in abbondante acqua salata.
Trascorsi i minuti di cottura del carciofo, unite la seppia a pezzetti, alzate la fiamma e spegnete appena sarà diventata bianca, controllate la cottura con uno stecchino, impiegherà pochissimo tempo. 
Unite la pasta al sugo, servite ben caldo con l'aggiunta delle briciole all'arancia.

venerdì 28 febbraio 2014

GNOCCHI AL NERO DI SEPPIA CON COZZE E BORLOTTI

Miseria Rosalba mi minaccia... se non torno a scrivere un post mi picchia... questa fa paura credetemi, non è mica di quelle persone che parlano a vanvera... poi lei ritorna a pubblicare proprio con la lasagna... aria di casa mia... e io come rispondo? Con degli gnocchi, marittimi naturalmente, perchè voglio sentirmi vicino a lei, nella sua calda Napoli, sempre con la speranza di riuscire a incontrarci prima o poi per una mangiata da urlo insieme!!!
La ricetta è stata pubblicata in Alice Cucina, ma scusate, senza dosi per gli gnocchi, senza indicazioni in merito alla cottura di cozze e fagioli... ci penso io, ovviamente con un aumento del peso, perchè mica voglio che Rosalba torni a casa dicendo che a Bologna mandiamo a casa gli ospiti con la fame...


Ingredienti per 2 persone:

Per gli gnocchi:

400 di patate vecchie
150 g circa di farina
1 bustina da 4 gr di nero di seppia
Mezzo uovo

Per il sugo:

1 Kg di cozze
150 di fagioli borlotti precedentemente lessati con una foglia di alloro, una cipolla, un gambo di sedano e una carota
1 cipolla
5 pomodori pelati di ottima qualità
Brodo vegetale
Pecorino stagionato grattugiato
Olio extravergine di oliva
Aglio
Sale

Lessate le patate, schiacciatele e quando saranno fredde impastatele con la farina, il mezzo uovo e il nero di seppia, formate gli gnocchi.
Tagliate a pezzetti i pomodori pelati dopo aver eliminato i semi.
Tritate la cipolla e fatela soffriggere in una padella con 2-3 cucchiai di olio. Aggiungete i fagioli, bagnate con un po' di brodo vegetale e lasciate insaporire. Unite i pomodori spezzettati, salate e preseguite la cottura per 10 minuti.
Staccate il bisso alle cozze, spazzolatele molto bene, fatele aprire in una capace padella coperta con un filo d'olio e due spicchi di aglio, sgusciatele e filtrate il liquido di cottura.
Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, trasferiteli nella padella con i fagioli e i pomodori, unite le cozze e un paio di cucchiai del loro liquido, spolverizzate con il pecorino e servite.

domenica 9 febbraio 2014

GNOCCHI DI CARCIOFI CON GAMBERI E POMODORI SECCHI

Un anno fa, vidi la ricetta degli gnocchi di carciofi sulla rivista Oggi Cucino poi, la mancanza costante di tempo e qualche dubbio in merito al procedimento, mi hanno portata a posticipare fino ad ora la prova di questo interessante piatto, il solito terrore di dover cenare con pasta in bianco al seguito di un insuccesso mi aveva bloccata.
In questi ultimi giorni, di ore da dedicare alla cucina ne ho fin troppe, mi sono quindi decisa a testare la bontà di questi gnocchi, nella ricetta originale erano serviti con moscardini e olive, ma la mattina che ho deciso di gettarmi nell'avventura, quel cefalopode risultava assente dal mio pescivendolo di fiducia, ho deciso quindi di sostituirli con dei gamberi freschissimi e onestamente non è stato un grande dramma...


Ingredienti per 2 abbondanti porzioni:

3 grosse mammole (o altro tipo di carciofo, è indifferente)
40 g di pecorino grattugiato
200 g di farina (più quella che vi servirà per la lavorazione degli gnocchi)
2 grosse manciate di gamberi (non riesco ad essere più precisa, ma erano in un buon numero)
6 falde di pomodori secchi
Vino bianco secco
Timo
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Ammollate le falde dei pomodori in acqua tiepida per 30 minuti, poi tamponateli bene con carta cucina e tagliateli a pezzetti.
Mondate i carciofi eliminando le foglie esterne ricavandone solo il cuore, tagliateli a spicchietti (lasciandoli in ammollo in acqua per evitare che anneriscano), fateli saltare velocemente in poco olio extravergine, sfumate poi coprite e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 15-20 minuti, dovranno essere morbidi ma integri. Una volta intiepiditi, unite la farina, il pecorino, sale e pepe e amalgamate molto bene.
Modellate dei filoncini dall'impasto e tagliateli a pezzetti spolverizzandoli molto bene con altra farina.
Pulite i gamberi mantenendone qualcuno intero (il massimo sarebbe preparare una bisque con gli scarti, questa volta io ho saltato).
In una padella, scaldate un paio di cucchiai di olio extravergine, fateci insaporire i pezzetti di pomodoro, unite poi i gamberi interi e infine quelli puliti, lasciate cuocere per pochissimi minuti, salate e pepate, spegnete e profumate con foglioline di timo.
Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, uniteli al sugo e servite decorando con i gamberi interi.

Questa ricetta la regalo a Consuelo per il primo compleanno del suo blog "I biscotti della zia":


giovedì 30 gennaio 2014

TAGLIATELLE ALLA ZUCCA CON VERZA E PANCETTA AFFUMICATA AL PROFUMO DI ROSMARINO

Già sapete che il mio forte è la pasta fresca, quando leggo qualche ricetta nuova che preveda un impasto mi sento vicina al paradiso, immaginatevi il mio brio quando Cristina Lunardini ne ha presentate in televisione decine, per fortuna documentate dalla rivista Alice Cucina. 
Come prima ricetta ho provato queste tagliatelle, incredibile ma vero ma le proporzioni dell'impasto sono state perfette, è solo utile tenersi vicino una tazzina di farina nel caso la zucca rilasciasse più acqua del previsto. Unica variazione effettuata è stata in merito al tipo di farina, ho preferito la 00 al posto della 0, questo perchè avevo timore che, unendoci anche la semola di grano duro, diventasse troppo faticoso tirare la sfoglia al mattarello, se usate la macchinetta, non è per voi un particolare significativo.
Ammetto, il sapore della zucca nelle tagliatelle non si percepisce così intensamente come si vorrebbe, ma in compenso vi usciranno di un colore bellissimo e la figura con gli ospiti è garantita.


Ingredienti per 4 persone:

Per le tagliatelle:

250 g di farina 00
50 g di farina di semola di grando duro
2 uova
150 g di zucca cotta al vapore

Per il condimento:

100 g di pancetta affumicata a fette di 2 mm
500 g di verza (300 g circa pulita dalle costole centrali)
1 rametto di rosmarino
80 g di pecorino in scaglie (nella ricetta originale 150)
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Con una forchetta, schiacciate la zucca fino ad ottenere un purè, impastatela con le farine e le uova fino ad ottenere una pasta soda e omogenea, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fate riposare per almeno 30 minuti in luogo fresco.
Tirate la sfoglia (vi prego, con il mattarello), fatela asciugare qualche minuto, ripiegatela più volte e tagliate a listarelle di circa mezzo centimento.
Pulite la verza, sciacquatela e poi tagliatela a striscioline, scottatele in acqua bollente salata per 5 minuti, scolate e tenete da parte.
Tagliate la pancetta a listarelle e fatela rosolare in una padella antiaderente con un filo di olio. Unite la verza, regolate di sale e pepe, profumate con il rosmarino e fate insaporire.
Lessate le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele e versatele in padella.
Saltate velocemente e servite con il pecorino a scaglie.

domenica 26 gennaio 2014

MANICHE CON ZUCCA, BOTTARGA DI TONNO E MANDORLE

Da una bella idea di Alice Cucina, ecco un primo perfetto per quando vi ritrovate in casa persone simpatiche che desiderate restino a cena perchè vi state troppo divertendo... poi aprite il frigorifero... Certo, il mio frigorifero vuoto non è mai, ma a volte capita che non sia rifornito come dico io e questo è un piatto che invece potrei preparare in qualsiasi giorno della settimana. 
A differenza della ricetta originale, ho preferito tostare le mandorle, le preferisco così.


Ingredienti per 4 persone:

300 g di maniche
600 g di zucca
60 di mandorle 
Bottarga di tonno
1 spicchio di aglio
1 rametto di salvia
Olio extravergine di oliva
Sale

Pulite la zucca e tagliatela a dadini. Lavate le foglie di salvia e asciugatele.
Tostate le mandorle in una padella antiaderente, tagliatele a filetti.
In una padella, scaldate 3 cucchiai di olio e fatevi rosolare l'aglio pulito e leggermente schiacciato. Quando sarà dorato, toglietelo.
Aggiungete i dadini di zucca, metà della salvia e mescolate con cura per qualche minuto facendo rosolare il tutto a fuoco vivace. Se ce ne fosse bisogno, bagnate con un po' di acqua calda. Coprite e lasciate stufare sino a cottura, i dadini dovranno essere teneri ma integri.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e versatela nel condimento preparato.
Distribuite la pasta nei piatti, cospargete con le mandorle, terminate con un filo d'olio e abbondante bottarga grattugiata.

martedì 7 gennaio 2014

SPACCATELLI CON GAMBERI E CREMA DI NOCI

Le feste sono terminate, è il momento di diete e buoni propositi... degli altri. Ma se devo essere sincera, quest'anno non ho esagerato, o meglio, avrei potuto mangiare molto di più. 
Questo è stato il primo piatto della Vigilia, i gamberi dovevano servire per altro, poi sfogliando una raccolta di ricette di Cucina Italiana, ho letto questo veloce primo piatto e ho deciso di cambiare menù, il tempo non era tanto e il piatto è risultato ugualmente buono. 
Rispetto alla ricetta originale, ho variato il formato di pasta, ho diminuito la quantità della crema di noci che era onestamente eccessiva e ho sostituito il prezzemolo con della maggiorana fresca.


Ingredienti per 4 persone:

240 g di spaccatelli
20 grosse code di gamberi
75 g di gherighi di noce
60 g di panna fresca
Mollica di 1 grossa fetta di pane di semola ammollata nel latte
Aglio
Maggiorana
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe


Frullate i gherighi di noce con il pane ammollato e ben strizzato, la panna, un pezzetto di aglio, 2 cucchiai di olio e un pizzico di sale ottenendo una salsa densa.
Intanto che lessate la pasta in abbondante acqua salata, pulite e tagliate in 2-3 parti le code di gamberi e fatele saltare a fuoco vivo in un filo di olio.
Diluite in una ciotola la crema di noci con un mestolino dell'acqua di cottura della pasta.
Scolate gli spaccatelli, conditeli con la crema di noci e guarnite con i gamberi, foglioline di maggiorana e una macinata di pepe fresco.

martedì 3 dicembre 2013

FUSILLI DI FARRO INTEGRALE CON BACCALA', INDIVIA BELGA E POMODORI SECCHI

Stefania ha studiato un contest per farci conoscere, pare semplice presentarsi, in questi due anni e mezzo di vita del mio blog ho raccontato tanto di me, ma doverne scrivere ora... intanto è nato grazie all'aiuto del compagno di vita, da sola pareva una difficoltà enorme. 
Per me il blog è un modo per comunicare la gioia nel mettermi ai fornelli, soprattutto per gli amici che ogni tanto invadono la casa (ma mai spesso come vorrei), adoro preparare la pasta fresca, ma i piatti che mi rappresentano sono tanti e le portate variano... i dolci no però... di quelli ne preparo e mangio pochini.
Sicuramente prediligo i piatti a base di pesce nonostante abbia passato tre quarti della mia vita nelle colline bolognesi.
Il piatto che ho scelto è un primo molto semplice, condito con il baccalà che adoro e con le verdure che non mancano mai.


Ingredienti per 2 persone:

150 g di fusilli di farro integrale
180 g di baccalà (dalla parte della coda, il più saporito)
6 pomodori secchi sott'olio
100 g di indivia belga
Erba cipollina
Olio extravergine di oliva
Sale

Lasciate sgocciolare dall'olio i pomodorini per una decina di minuti in un colino, tagliateli a pezzetti.
Tagliate a julienne l'indivia belga.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata, nel tempo che si cuocerà preparate il sugo.
In una padella, fate saltare in due cucchiai di olio il baccalà tagliato a dadini, dopo un minuto aggiungete il pomodoro e l'indivia, se ce ne fosse bisogno, appena sarà leggermente ammorbidito spegnete il fuoco e regolate di sale, unite la pasta e terminate con l'erba cipollina tagliuzzata.

Con questa ricetta partecipo al contest "I love me, my blog and food" del blog "Nuvole di farina" di Stefania:


giovedì 28 novembre 2013

CONCHIGLIE INTEGRALI CON MORTADELLA, CAVOLFIORE E CAPPERINI

"Riciclo e sopravvivo", questo postrebbe essere il nome di una nuova rubrica settimanale del mio blog in questi giorni, mi ritrovo a cucinare l'indispensabile ma sempre in grande quantità, un avanzo lì, un altro là e qualcosa di buonino salta fuori, questa volta era la mortadella a dover terminare e pure il cavolfiore non era in quantità tale da elevarlo a contorno del giorno. 
E' un periodo in cui di restare tanto tempo in cucina non ne ho voglia, nessun impegno inaspettato ma il protrarsi di situazioni pochi edificanti mi hanno fatto saltare un po' la voglia di dedicarmi con impegno al blog, mi conosco, ritornerò a breve ad impastare, ma per ora mi crogiolo in questa rilassante pigrizia.




Ingredienti per 2 persone:

150 g di conchiglie integrali
150 g di cavolfiore
75 g di mortadella
1/2 scalogno
1 cucchiaino di capperini sotto sale
4 cucchiai di pecorino
Prezzemolo
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Lasciate appassire lo scalogno tritato in un filo d'olio, unite il cavolfiore diviso in cimette, coprite e lasciate cuocere per qualche minuto, salate leggermente e pepate.
Tagliate a dadidi la mortadella.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata bollente e quando sarà cotta unitela al cavolfiore, completate con la mortadella, i capperini dissalati, il pecorino e il prezzemolo tritato.
Servite ben caldo.

Con questa ricetta partecipo al contest "Di che stagione sei" per la categoria verdure del blog "Pane e Olio" di Laura:

domenica 17 novembre 2013

TROCCOLI CON TOTANI, BROCCOLO ROMANESCO E CHIODINI

Per questi troccoli devo innanzitutto ringraziare gli amici pugliesi di facebook, grazie a loro ho trovato il coraggio di prepararli in casa, erano passati già troppi anni da quando acquistai il mattarello per tagliarli senza mai aver il coraggio di buttarmi nell'azione, grazie ad una sinergia di consigli ce l'ho fatta.
Già che c'ero ne ho preparati per due cene, la prima sera li ho conditi con gamberi, cicorietta e gallinella e la pasta l'ho lessata nella bisque preparata con i carapaci, però ho dimenticato le dosi e quindi non pubblicherò la ricetta. 
Questa è come li ho conditi la seconda sera, sempre con del pesce, ma con aggiunti due doni di questa stagione, il broccolo romanesco e i chiodini.


Ingredienti per 2 persone:

Per la pasta:

200 g di farina di semola rimacinata 
Acqua tiepida


Per il condimento:

5 totani medi
150 g di broccolo romanesco 
120 g di chiodini
Timo secco (meglio il fresco se l'avete)
Olio extravergine di oliva
Sale

Impastate la farina con l'acqua bastante per ottenere una pasta elastica, formate un panetto e lasciate riposare per almeno 30 minuti, trascorso questo tempo, tirate la sfoglia della larghezza del mattarello, infarinate molto bene e procedete facendolo scorrere tagliando così i troccoli.
Pulite bene i funghi, tagliate il broccolo romanesco in piccoli fiori.
Lavate i totani, tagliate le sacche per la loro lunghezza e tagliatele a listarelle.
Scaldate in una padella 1 filo d'olio e face cuocere per 5 minuti i funghi, aggiungete il broccolo romanesco e continuate la cottura per 3 minuti (deve rimanere croccante), a questo punto unite i totani e saltate il tutto per 1 altro minuto, non prolungate la cottura per evitare  che il pesce diventi gommoso.
Lessate la pasta in acqua salata, unitela al sugo e profumatela con il timo.

Con questa ricetta partecipo al contest "Cucinando tra cielo e terra - Profumi e sapori d'autunno" del blog "Menta e Cioccolato" di Morena:


domenica 3 novembre 2013

GNOCCHI ALLE ERBE CON CREMA DI ZUCCA, PANCETTA AFFUMICATA E FRUTTA SECCA

Altro piatto di gnocchi, li adoro e li faccio più spesso di quanto pare seguendo i miei post. 
La ricetta è di Cucina Italiana, con le mie evidenti ed inevitabili variazioni nelle dosi per permetterci di sfamarci, a questa portata è seguito solo del radicchio in insalata.


Ingredienti per 2 persone:

380 g di patate vecchie
120 g di farina
1/2 uovo
200 g di zucca
60 g di panna fresca
40 g di pancetta affumicata 
15 g di pistacchi sgusciati
15 g di arachidi sgusciate
10 g di pinoli
Burro
Erbe aromatiche miste tritate (50% di prezzemolo, 30% di maggiorana, 10% di timo, 10% di erba cipollina)
Grana grattugiata
Sale

Lessate le patate, schiacciatele, unite un pizzico di sale, la farina, il mezzo uovo, le erbe tritate e 1 cucchiaio di grana. Formate dei filoncini con l'impasto ottenuto e tagliate gli gnocchi.
Sbollentate i pistacchi e fregateli con della carta cucina per togliere la pellicina.
Tostate i pinoli in una padella antiaderente.
Decorticate la zucca, cuocetela a vapore, poi frullatela con la panna e se fosse necessario (a me non è servita) unite l'acqua necessaria per avere una salsa cremosa, salate.
Rosolate la pancetta affumicata in una padella senza grassi per 3 minuti finchè non sarà croccante. 
Lessate gli gnocchi.
Liberate la padella e nella stessa fondete una noce di burro e, quando sarà colorito, saltatevi gli gnocchi appena scolati.
Serviteli sulla crema di zucca completando con la pancetta affumicata abbrustolita, i pistacchi e le arachidi ridotte in granella grossolana e i pinoli.

Con questa ricetta partecipo al contest "Spezie ed erbe aromatiche" del blog "Lastufaeconomica" di Marika:


martedì 29 ottobre 2013

GNOCCHI RIPIENI DI CIME DI RAPA CON BOTTARGA E MANDORLE

Con l'arrivo di questa primavera tardiva, mi pare quasi un'assurdità acquistare cavoli, la tentazione è quella di rifornirmi di peperoni e melanzane, che magari l'inverno ci durerà poi fino a marzo e di verze avremo sicuramente il tempo di stancarcene... questo non vale per le cime di rapa, mi ricordano tanto le mie vacanze in Puglia e quando le preparo il pensiero vola ad Alberobello, Cisternino e a Mola di Bari dove due blogger mi accolsero festosamente.
Le cime di rapa a Bologna ora le vendono praticamente pronte per la pentola, forse perchè la nebbia ci rende pigri e il pensiero di doverle pulire ci fa optare per un veloce broccolo? Non saprei, di certo la comodità la paghiamo...


Ingredienti per 9 gnocchi:

450 g di patate vecchie
150 g di farina
170 g di cime di rapa già pulite
1/2 uovo
2 filetti di acciuga sott'olio
8 mandorle pelate
Bottarga di muggine
1 spicchio d'aglio
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe

Lessate le patate, pelatele, poi schiacciatele e una volta raffreddate unite la farina, metà uovo e un pizzico di sale.
Lessate in acqua bollente salata le cime di rapa per 7 minuti, scolatele e ripassatele in padella in un filo d'olio profumato con uno spicchio d'aglio e i filetti di acciuga spezzettati, togliete l'aglio e tritatele a coltello.
Tagliate a filetti grossolani le mandorle e fatele tostare in una padella antiaderente.
Dividete l'impasto degli gnocchi in 9 parti, vi verranno del peso di circa 60 g l'uno, appiattitele sul palmo della mano, adagiatevi sopra un cucchiaino raso di cime di rapa tritate, formate una sfera e tornate ad appiattire.
Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolateli con la schiumarola quando verranno a galla, serviteli con un filo d'olio, le mandorle tostate e la bottarga a scaglie.

Con questa ricetta partecipo al contest "Ti cucino così... le verdure" di Lucy:

domenica 20 ottobre 2013

GRAMIGNA ALL'UOVO CON SALSICCIA E PORCINI


E con gioia annuncio di essere nuovamente il blog ospite di questa bellissima rubrica!!! Ma quanto mi piace spaziare nelle ricette di altre regioni, curiosa dei sapori così vicini ma che non conosco come vorrei. 
La proposta di questo mese sono i piatti autunnali, per la mia regione ho pensato di proporre la classica gramigna all'uovo, è un piatto che ogni bolognese ha amato almeno fino all'adolescenza, tipico delle osterie, solitamente servito con un sugo rosso, negli anni '80 purtroppo pasticciato con la panna... ma comunque la base è quella, nelle nostre montagne nel periodo autunnale veniva spesso arricchito con i porcini, ho netti ricordi di questo quando ero bambina. Nel sugo non ho aggiunto la conserva di pomodoro, i porcini li voglio sentire nettamente, via anche il grana che purtroppo fino a qualche tempo fa veniva abbondantemente utilizzato sui funghi (ma qui i nostri genitori lo mettevano sopra a qualsiasi primo piatto), con gli anni ho scoperto che preferisco sui porcini il timo rispetto al prezzemolo, ma 30 anni fa non ci si pensava neanche.
Buon appetito!


Ingredienti per 2 serie porzioni:

180 g di gramigna bianca e verde all'uovo
200 g di salsiccia
230 g di porcini freschi
Qualche foglia di prezzemolo
1 spicchio di aglio
1 pezzetto di cipolla
Vino bianco secco
Olio extravergine di oliva
Sale

Sgranate la salsiccia e fatela colorire a fiamma sostenuta in una padella antiaderente senza condimenti, dopo qualche minuto, elimate il grasso che si sarà sciolto e sfumate con il vino bianco, spegnete quando sarà evaporato.
In un'altra padella, fate cuocere il pezzetto di cipolla ben tritata in un filo d'olio e aggiungete poi la salsiccia.
Fate saltare i porcini affettati in un cucchiaio di olio profumato con uno spicchio d'aglio, salate e cuocete a fuoco alto per pochi minuti, unite i funghi alla salsiccia.
Cuocete in abbondante acqua salata la gramigna, quando sarà pronta, unitela al sugo, terminate con qualche foglia di prezzemolo tritato e servite subito.


Queste le proposte autunnali degli altri blog:

Valle D'Aosta- Fonduta valdostana - http://cinziaaifornelli.blogspot.it 
Piemonte - Ajà http://lacasadi-artu.blogspot.it/ 
Lombardia - Pàn de Süca http://ledeliziedellamiacucina.blogspot.it/ 
Trentino Alto Adige -pappardelle al tartufo del Monte Baldo http://afiammadolce.blogspot.it/ 
Veneto - http://ely-tenerezze.blogspot.it/ 
Friuli Venezia Giulia - Strucolo de pomi - http://nuvoledifarina.blogspot.it 
Emilia Romagna - La minestra di castagne - http://zibaldoneculinario.blogspot.it/ 
Liguria - stoccafisso in buridda http://arbanelladibasilico.blogspot.it/ 
Toscana - Filetto all'uva http://www.nonsolopiccante.it/ 
Umbria -Zuppa di Farro e castagne http://amichecucina.blogspot.it 
Marche - http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.it 
Abruzzo -Pizz d' grangignie e cill- http://blog.giallozafferano.it/incucinadaeva/ 
Molise - La cotognata http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.it/ 
Lazio - Lenticchie con le salsicce - http://elly-chezentity.blogspot.it 
Campania - Funghi di pioppo al pomodoro - http://www.isaporidelmediterraneo.it/ 
Puglia - C'cozz patàn e fàv http://breakfastdadonaflor.blogspot.it 
Basilicata - Cavatelli con la cicerchia “rascatielli ca cicercula” http://blog.giallozafferano.it/sognandoincucina 
Calabria - Chiodini e rositi fritti in pastella http://blog.giallozafferano.it/iocucinocosi 
Sicilia - Frascatela - cavolfiori stufati con pancetta http://blog.giallozafferano.it/cucinachetipassaoriginal/ 
Sardegna - Ciambelline sarde con marmellata http://blog.giallozafferano.it/vickyart  

domenica 6 ottobre 2013

RISOTTO CON FINFERLI E SPECK

Non abbattiamoci per questa pioggia, almeno avremo un autunno pieno di funghi e tartufi, vi ricordate il 2012? Porcini rinsecchiti e tartufi importati, una tristezza...
E visto che l'anno passato non sono riuscita a togliermi la voglia delle delizie di questo periodo, appena al mercato ho visto i primi finferli ne ho fatto il pieno, è il mio fungo preferito e qui l'ho utilizzato in grande quantità in un piatto semplicissimo, unito allo speck che ho acquistato in Alto Adige, è a mio avviso il modo migliore per gustarselo.


Ingredienti per 2 persone:

180 g di riso carnaroli
300 g di finferli (ripeto, ho esagerato, ne basterebbero 200)
2 fette spesse di speck
Vino bianco secco
Qualche filo di erba cipollina
Brodo vegetale
Burro
Olio
Sale

Pulite molto bene i finferli con un foglio di carta cucina umido, tagliate i più grandi a fettine.
Tostate il riso in due cucchiai di olio d'oliva e un pezzetto di burro, aggiungete i funghi tagliati a bagnate con il vino, lasciatelo evaporare e poi aggiungete 1 mestolo di brodo bollente. Proseguite la cottura a fuoco basso per 15 minuti, aggiungendo poco brodo alla volta solo quando il precedente sarà già stato assorbito.
Nel frattempo, tagliate a listarelle lo speck e unitelo nell'ultimo minuto di cottura del riso.
Chiudete il fuoco, mantecate con una noce di burro, coprite e lasciate riposare un minuto.
Profumate con qualche filo di erba cipollina e servite.

Con questa ricetta partecipo al contest "Sapori d'autunno" del blog "Beatitudini in cucina" di Beatrice:


giovedì 3 ottobre 2013

SPAETZLE AGLI SPINACI DI YRMA PER L'ITALIA NEL PIATTO

Non potevo saltare questo appuntamento con "L'Italia nel piatto" dedicato alla pasta fresca, la mia passione da sempre. Avrei voluto preparare tutti i piatti presentati in questa uscita, ma il tempo e qualche ingrediente che al momento non posso utilizzare in casa mi ha fatto decidere per gli spaetzle, da sempre, insieme ai canederli, piatto simbolo delle vacanze in montagna e grazie a Yrma e al suo blog "A fiamma dolce" ho avuto il piacere di rispolverare l'attrezzino per farli che da tanto era a riposo.


Ingredienti per 4 persone:

500 g. di spinaci
250 g. di farina
2 bicchieri di latte
2 uova
30 g. di burro di montagna (per me di alta collina modenese)
1 dl di vino bianco
Grana grattugiato trentino (Beh... ammetto... il grana era molto emiliano...)
Sale e pepe

Lessate in acqua salata gli spinaci, strizzateli e passateli al setaccio.
Preparate una pastella di media consistenza con il latte, la farina, le uova ed il sale, aggiungete gli spinaci.
Servendosi dell'apposito colino, passate la pastella nell'acqua bollente. Appena gli gnocchetti verranno a galla, toglieteli dall'acqua con una schiumarola e passateli in un recipiente pieno di acqua fredda. Soffriggete del burro, sfumate con vino bianco, lasciare evaporare un poco, portate nuovamente ad ebollizione, salare, pepate ed unite il grana.
Passate gli spaetzle in questo composto e servirli in una terrina ben calda.

Con questa ricetta partecipo al giochino della rubrica "L'Italia nel piatto":


sabato 28 settembre 2013

PAPPARDELLE AL TARASSACO CON CONIGLIO E PERLE DI ZUCCA

Ecco, le perle di zucca possono far capire quanto mi stessi annoiando sabato scorso, in qualche modo dovevo pur far trascorrere le ore ed era pure l'occasione per utilizzare quello scavino che da 4 anni rigirava nel cassetto e che fino a quel momento avevo trascurato impunemente.
Altro indizio di noia, sono i grammi esatti degli ingredienti che troverete nella ricetta, se come afferma una mia carissima amica ciò denota un carattere da "secchiona", posso però dormire sogni da neonata nella certezza che se ripeterete questa ricetta non potrete mai sbagliare, vado oltre, vi indico anche le differenze di peso nel caso desideriate tirare la pasta con la macchinetta oppure, come faccio io, con il mattarello.
Altro appunto, chi non ama il tarassaco per la sua amarezza (che comunque non arriva mai a livelli di noi umani), stia tranquillo che qui ne percepirà una minima parte, colui che più se ne lamentava ha poi svuotato il piatto in tre giri di forchetta.




Ingredienti per 2 persone:

Per la pasta:
180 g di farina 00 (se tirate la pasta con la macchinetta, ne bastano 150 g, con il mattarello invece dovrete eliminare i bordi arrotondati della sfoglia)
27 g di tarassaco già mondato
1 uovo grande
1 cucchiaio e mezzo di olio extravergine di oliva (se tirate la pasta con la macchinetta ne basterà 1 cucchiaio)

Per il sugo:
200 g di polpa di coniglio
180 g di zucca già pulita (ne ho ricavato 120 g di perle, il restante non si butta, si cuoce al vapore, si frulla con l'aggiunta di un goccio di brodo vegetale e si condisce la pasta del giorno dopo)
1 cucchiaio raso di capperini salati
2 rametti di mirto
1 spicchio d'aglio
Vino bianco secco
Olio extravergine di oliva

Lessate in acqua bollente salata il tarassaco per 2 minuti, immergete poi le foglie in acqua molto fredda, strizzatele bene e frullatele ad impulsi insieme all'uovo.
Lavorate insieme farina, il tarassaco con l'uovo e l'olio, dovrete ottenere un impasto sodo ed elastico, lasciate riposare per almeno 30 minuti in luogo fresco, io lo tengo in frigorifero nel cassetto della verdura avvolto nella pellicola.
Nel tempo di riposo dell'impasto, preparate il sugo. Tagliate il coniglio a bocconcini, fatelo saltare in una padella per qualche minuto a fiamma alta in un filo d'olio extravergine di oliva profumato con 1 spicchio d'aglio e due rametti di mirto, sfumate con il vino, abbassate la fiamma, coprite e lasciate cuocere per 40 minuti.
Tirate la sfoglia, se lo fate con il mattarello, avrete un po' di scarto, ma poi sarà molto più semplice ricavarne le pappardelle, basterà aiutarsi con il mattarello stesso spostandolo di qualche centimetro tagliando poi la pasta con un coltellino affilato. Se tirate la pasta con la macchinetta fate come credete, non la uso e non sono in grado di dare consigli, dico solo che ci metterete il triplo del tempo.
Sciacquate molto bene i capperini.
Con uno scavino, ricavate le perle dalla zucca (naturalmente a dadini è perfetta ugualmente), cuocetele per 3 minuti in olio extravergine di oliva aggiungendole poi al coniglio tre minuti prima della sua fine di cottura, la zucca deve rimanere ben masticabile.
Lessate le pappardelle in abbondante acqua salata, scolate e lasciatele insaporire nel sugo di coniglio, terminate con i capperini e servite.

Con questa ricetta partecipo al contest "Pastissima" di "Chezuppa.it":



mercoledì 18 settembre 2013

INSALATA DI FREGOLA CON RICOTTA MUSTIA E BOTTARGA DI TONNO

Il ricordo più vivido di queste ultime vacanze è legato al cibo, quest'anno non mi sono tolta nulla, ho fatto il pieno di fregola che tanto amo e volendo partecipare ad un contest in cui presentare un piatto più rappresentativo di quei giorni, non posso che prepararmi in casa questa insalata che più volte ho scelto per pranzo, la splendida cornice è sempre quella, la mia amata Alghero. 


La ricotta mustia a Bologna è introvabile ma ho la speranza di reperirla presto proprio a Pianoro e il secondo passo sarà quello di preparare la fregola in casa.


Ingredienti per 4 abbondanti porzioni:

300 g di fregola media tostata
2 fette spesse di ricotta mustia
400 g di pomodorini ciliegia
2 mazzetti di rucola
3 cucchiaini circa di bottarga di tonno grattugiata
Olio extravergine di oliva
Sale

Lessate la fregola in acqua bollente salata per 10 minuti circa, scolate e raffreddatela sotto un getto di acqua fredda, aggiungete subito un filo d'olio perchè non si attacchi.
Tagliate i pomodorini in due. 
Tagliate la ricotta mustia in quadrettini.
Togliete i gambi più lunghi della rucola.
Unite tutti gli ingredienti preparati e la bottarga, assaggiate e regolate eventualmente di sale (dipende dai gusti, a mio parere tra ricotta e bottarga è inutile aggiungere altra sapidità).
Unite un altro filo d'olio, lasciate riposare in frigorifero per un paio d'ore e servite dopo averla lasciata a temperatura ambiente per 15 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest "Amarcord - Souvenir di cucina" dei blog "Il fior di cappero" di Elisa e "Dolcizie" di Sara: